“Il Verso è tutto”… D’Annunzio.

Il verso è tutto. Nell’imitazion della Natura nessuno istrumento d’arte è più vivo, agile, acuto, vario, moltiforme, plastico, obediente, sensibile, fedele. Più compatto del marmo, più malleabile della cera, più sottile di un fluido, più vibrante d’una corda, più luminoso d’una gemma, più fragrante d’un fiore, più tagliente d’una spada, più flessibile d’un virgulto, più carezzevole d’un murmure, più terribile d’un tuono, il verso è tutto e può tutto. Può rendere i minimi moti del sentimento e i minimi moti della sensazione; può definire l’indefinibile e dire l’ineffabile; può abbracciare l’illimitato e penetrare l’abisso; può avere dimensioni d’eternità; può rappresentare il sopraumano, il soprannaturale, l’oltramirabile; può inebriare come un vino, rapire come un’estasi; può nel tempo medesimo possedere il nostro intelletto, il nostro spirito, il nostro corpo; può, infine, raggiungere l’Assoluto.

Apprezzate questa meraviglia tratta da “Il Piacere” di Gabriele D’Annunzio. Quasi piangevo quando ho letto per la prima volta questo paragrafo. Insomma, non credo che servano a qualcosa le mie parole ma volevo semplicemente condividere con voi questa meraviglia. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti e se avete mai letto questo libro!

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L’inventore di Sogni – Ian McEwan

Peter Fortune è un bambino con la testa sempre tra le nuvole; infatti si ritrova spesso a fare sogni ad occhi aperti per sfuggire alla noia e alla normalità della vita. Il libro si apre con una breve presentazione del protagonista e poi prosegue con otto racconti brevi che narrano i vari sogni di Peter. Questo libro era pensato per i bambini, tuttavia contiene alcuni aspetti macabri tipici dello scrittore che rendono il libro geniale e originale.

Se si fosse sprecato un po’ meno tempo a stare insieme e a convincere gli altri a fare lo stesso,  e se ne fosse dedicato un po’ di più a stare da soli e a pensare a chi siamo e chi potremmo essere, allora il mondo sarebbe stato un posto migliore, magari anche senza le guerre.

“Il Prepotente” è uno degli otto racconti ed è sicuramente il mio preferito. Descrive in modo così potente ma anche un po’ macabro la condizione dell’uomo; quella in cui non si sa bene se questa vita è reale o è un sogno. Il messaggio che arriva alla fine della narrazione è molto nitido.

Ogni racconto ha qualcosa di unico che rimane impresso grazie all’inconfondibile stile di scrittura dell’autore. Insomma, non c’è nessuna critica negativa da fare, è un libro che va letto e apprezzato in ogni sua parola.

Vi lascio anche i link per acquistare il libro online, in caso vi serva:

https://www.ibs.it/inventore-di-sogni-libro-ian-mcewan/e/9788806225124

Anna Karenina, Lev Tolstoj 

Il seguente post non è una recensione, è solo un piccolo invito a soffermarsi sulla grandiosità di questo libro. Sapete un po’ tutti di cosa parla e se non lo sapete vi dico che parla un po’ di tutto. Del resto un libro di 700 pagine non può che contenere il mondo intero. La meraviglia di questo libro sta nel sapersi soffermare in ogni sentimento dell’animo umano, percorrendolo da cima a fondo. Come ho accennato all’inizio, di certo non c’è bisogno che sia io a dare pareri su un libro del genere ma volevo solo invitarvi a ignorare le dimensioni ritenute spaventose di esso soffermandovi sulla ricca esperienza che ne trarrete leggendolo. E se ad un certo punto crederete di saper prevedere il finale di questa storia, non sarà certo per la prevedibilità dell’autore ma semplicemente perché sarete entrati così bene nel personaggio da riuscire quasi a pensare come questo.